Quali sono le principali certificazioni per il settore dell’Ospitalità?
Nel nostro precedente articolo abbiamo raccontato perché, dal 27 settembre 2026, un’etichetta di sostenibilità non potrà più essere autoprodotta: dovrà arrivare da un sistema di certificazione riconosciuto o da un’autorità pubblica. La domanda naturale, a questo punto, è: quali sono, concretamente, questi sistemi per chi opera nell’hospitality? Ne esistono più di quanti si pensi, e non sono tutti uguali – alcuni certificano la struttura nel suo complesso, altri un singolo aspetto; alcuni sono normative internazionali, altri marchi settoriali. Ecco una mappa ragionata.

Le norme di sistema: ISO 14001, ISO 21401 ed EMAS
Sono gli standard più rigorosi, perché non certificano un singolo elemento ma l’intero sistema di gestione ambientale della struttura.
ISO 14001 è lo standard internazionale più riconosciuto per i sistemi di gestione ambientale: richiede che un’organizzazione identifichi, monitori e migliori in modo continuo gli impatti ambientali delle proprie attività. È spesso il primo passo – molte strutture partono da qui prima di affrontare certificazioni più esigenti.
ISO 21401 è pensata specificamente per il settore ricettivo (hotel, villaggi, campeggi) e definisce i requisiti per un Sistema di Gestione della Sostenibilità su tre pilastri: ambientale (energia, acqua, rifiuti), sociale (diritti dei lavoratori e comunità locale) ed economico (continuità aziendale e sviluppo dell’economia locale).
EMAS (Eco-Management and Audit Scheme) è, tra tutte, la più impegnativa. Nato come regolamento europeo (Regolamento CE 1221/2009), non è un’autocertificazione: richiede un audit indipendente, la pubblicazione di una Dichiarazione Ambientale verificata e un impegno dimostrabile al miglioramento continuo. In Italia è gestito dal Comitato Ecolabel Ecoaudit – Sezione EMAS Italia, con il supporto di ISPRA. Un dettaglio spesso frainteso: EMAS non è solo italiano o europeo – il regolamento prevede espressamente la possibilità di registrazione anche per organizzazioni con sede in paesi extra-UE, a condizione di affidarsi a verificatori ambientali accreditati. Nel Lago Maggiore, ad esempio, l’Hotel La Palma è registrato EMAS dal 2012 e il gruppo Zacchera Hotels dal 2011 – segno che, anche nell’hôtellerie italiana di fascia alta, non è un esercizio solo teorico.
La differenza pratica rispetto a ISO 14001: quest’ultima certifica il sistema di gestione, EMAS aggiunge trasparenza pubblica obbligatoria e una conformità normativa più stringente. È generalmente considerato il livello superiore.
I marchi ecologici (ecolabel) di prodotto e servizio
EU Ecolabel è il marchio ufficiale dell’Unione Europea, introdotto nel 1992 ed esteso ai servizi – incluse le strutture ricettive turistiche – dal 2000. Si basa su criteri scientifici che considerano l’intero ciclo di vita del servizio ed è verificato da un ente indipendente.
Nordic Swan Ecolabel, attivo dal 1989, è il marchio ambientale ufficiale dei paesi nordici ed è considerato tra i più severi al mondo: valuta l’impatto lungo l’intero ciclo di vita, dall’estrazione delle materie prime allo smaltimento.
Multietichetta eLabel!, sviluppata dal Kyoto Club secondo lo standard ISO 14024, è una “etichetta di Tipo I parlante”: non si limita a certificare, ma comunica esplicitamente i dati ambientali del prodotto o servizio, permettendo confronti diretti tra strutture. È applicabile anche ai servizi di ristorazione e ricettività.

Gli standard specifici per l’hospitality
GSTC (Global Sustainable Tourism Council) merita una precisazione importante: non è una certificazione, ma lo standard di riferimento – il “gold standard” a cui si allineano gli organismi di certificazione accreditati. Il GSTC non certifica direttamente hotel o tour operator: accredita gli enti terzi che lo fanno, garantendo così che ogni certificazione GSTC-accredited risponda agli stessi criteri globali su gestione, impatti socioeconomici, culturali e ambientali.
Green Key Global è pensata specificamente per l’hospitality: prevede audit periodici, criteri allineati agli standard ESG e agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, con forte attenzione alla gestione operativa quotidiana.
EcoWorldHotel® adotta criteri verificati da DNV, ente indipendente accreditato Accredia, con un focus particolare sulla riduzione degli sprechi e sulla valorizzazione del territorio.
DCA ESG, rilasciata da Dream&Charme con accreditamento Accredia ISO/IEC 17065 e riconoscimento IAF in 99 paesi, valuta le strutture ricettive attraverso oltre 1.200 parametri distribuiti su ambienti, materiali, layout e manutenzione tecnica.
EarthCheck, attiva dal 1987 e con sede in Australia, è tra i gruppi di benchmarking scientifico più consolidati a livello globale per il turismo sostenibile, e negli ultimi anni ha ampliato il proprio focus verso il turismo rigenerativo – un passo oltre la semplice riduzione di impatto.
Le certificazioni trasversali: LEED e B Corp
LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), sviluppato dal U.S. Green Building Council, è il sistema di certificazione per green building più diffuso al mondo. Non è specifico per l’hospitality, ma è particolarmente rilevante per hotel e resort di nuova costruzione o in ristrutturazione: valuta efficienza energetica, qualità dell’aria interna, materiali, gestione dell’acqua e sostenibilità della location.
B Corp certifica l’impresa nel suo complesso, non la singola struttura: per ottenerla è necessario superare il B Impact Assessment gestito da B Lab, raggiungendo almeno 80 punti su 200 in un’analisi che copre tutte le aree operative – dai dipendenti alla governance, dalla filiera all’impatto sulla comunità. I risultati sono pubblici. È la certificazione che più si avvicina a una vera “visione sistemica” della sostenibilità: non basta un’azienda che investe in energia rinnovabile se la filiera resta poco etica.
Come orientarsi tra così tante sigle
Non tutte le certificazioni rispondono alla stessa domanda. Prima di sceglierne una, vale la pena chiedersi:
- Voglio certificare l’intera struttura (EMAS, ISO 21401, DCA ESG) o un singolo servizio (Multietichetta eLabel!)?
- Ho bisogno di un riconoscimento globale (GSTC, EarthCheck, LEED) o è sufficiente uno europeo (EU Ecolabel, EMAS)?
- Sto partendo da zero o ho già un sistema di gestione ambientale? (ISO 14001 è spesso il gradino prima di EMAS.)
- Voglio comunicare la sostenibilità dell’edificio (LEED) o dell’impresa nel suo complesso (B Corp)?
Il filo conduttore, in ogni caso, resta lo stesso del nostro articolo precedente: una certificazione ha valore comunicativo solo se è verificabile da terzi, pubblica e coerente con ciò che la struttura fa davvero, ogni giorno, ben oltre la promessa scritta sulla pagina principale del sito.
Questo articolo vuole essere un aiuto sintetico ma chiaro in un ambito che richiede approfondimenti e aggiornamenti continui, e un confronto diretto con le istituzioni più serie impegnate in questo settore. Ma crediamo di aver fatto un po’ di chiarezza, per incentivare questa direzione.
Fonti:
- GSTC (Global Sustainable Tourism Council) — gstc.org
- EU Ecolabel — environment.ec.europa.eu/topics/circular-economy-topics/eu-ecolabel_en
- Green Key Global — greenkeyglobal.com
- EcoWorldHotel® — ecoworldhotel.com
- DCA ESG — dca-cert.com
- CSQA, ISO 21401 — csqa.it/it-it/certificazioni/sostenibilita/iso-21401
- Accredia — accredia.it
- DNV, ISO 14001 — dnv.it
- Kyoto Club, Multietichetta eLabel! — kyotoclub.org/it/gruppi-di-lavoro/multietichetta-elabel/, multietichetta.it
- MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) ed ISPRA, EMAS — mase.gov.it, isprambiente.gov.it
- USGBC, LEED — usgbc.org/leed
- B Lab, B Corp — bcorporation.net
- EarthCheck — earthcheck.org

